Musei Gratis 21/05/2016

Sabato 21 maggio 2016, in occasione della Notte dei Musei, apertura straordinaria serale dalle ore 19.30 alle 22.30 (ultimo ingresso alle 21.30), al prezzo simbolico di € 1,00 euro, salvo le gratuità previste per legge.

Le Prigioni, il Passetto di Borgo e la Stufetta di Clemente VII sono visitabili in occasioni particolari o su richiesta scritta, a discrezione della Direzione

Il mausoleo fu iniziato forse intorno al 130 d.C. e terminato nel 139, un anno dopo la morte dell’imperatore Adriano (117-138 d.C.). Sorgeva sulla riva destra del Tevere ed era accessibile dal Campo Marzio per mezzo di Ponte Elio, l’attuale Ponte Sant’Angelo. E’ formato da un basamento quadrato e da una costruzione circolare (tamburo) che costituisce attualmente la parte inferiore di Castel Sant’Angelo.

Attraverso una galleria che gira intorno al tamburo, si accede ad un corridoio che porta alla camera sepolcrale, situata al centro del mausoleo. L’ambiente è una stanza quadrata, con tre nicchie ai lati, anticamente rivestita di marmo. Qui vi era l’urna con le ceneri di Adriano e successivamente vi furono deposti tutti gli imperatori delle famiglie degli Antonini e dei Severi fino a Caracalla.

Sulla sommità del mausoleo era collocata una quadriga in bronzo con la statua di Adriano. In seguito l’edificio fu incluso in un bastione delle mura Aureliane, forse ad opera dell’imperatore Onorio nel 403 d.C.
Fu trasformato in castello probabilmente nel X secolo.

Sede dal 1925 del Museo Nazionale destinato ad accogliere collezioni di arte e storia nonché cimeli dell’Esercito Italiano in una cornice monumentale restaurata per l’occasione, Castel Sant’Angelo, monumento-simbolo della pratica romana del “riuso”degli edifici dell’antica Roma, svetta con la sua mole imponente sulla sponda destra del Tevere poco lontano dalla basilica di S. Pietro, al termine della infilata prospettica del berniniano Ponte S.Angelo.

Nell'anno 590 d.C. Roma era stremata dalla peste. Fu allora che il neo-eletto Papa Gregorio Magno chiamò l’intero popolo in processione per scongiurare la fine della terribile epidemia. Durante la processione, apparve, sulla sua sommità del sepolcro di Adriano, l'Arcangelo Michele in tutta la sua magnificenza, nell'atto di rinfoderare la sua spada. Tale gesto fu interpretato dal Papa come l'annuncio della fine del flagello della peste, cosa che accadde subito dopo.

L'angelo del castello non è ovviamente l'originale, sono passati quasi 1500 anni ed è andato più volte sostituito. L'attuale è alto circa 5 metri ed ha un'apertura alare di 6 metri.

La leggenda narra inoltre che dove l'angelo "atterrò", lasciò impresse l'impronte dei piedi sul marmo del castello. Che fine ha fatto questa pietra? La troverete ai Musei Capitolini, presso la sala delle Colombe

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